Queste mura, questa terra, hanno accolto precedentemente un’altra esperienza, un’altra fabbrica. In questo luogo, si costruivano canne per sostenere le piante. Un luogo di cura anche in origine. Che poi, a pensarci bene, l’etimologia della parola “sostenere” racconta già ciò che era, quel luogo e ciò che sarà. Su-s: in alto, su Tenére: tener fermo, dunque tener su, reggere, proteggere, difendere, nutrire. C’è continuità tra passato, presente e futuro di questo luogo. Il collante è il sostegno. Si sostenevano piante prima, si sosterranno persone, progetti, ora. Si sosterrà il territorio, si sosterrà la comunità, grazie ad esperienze, opportunità.
La Fabbrica del Farò è una commistione, intonata, di spazi e terra.
Ci sono 800mq di capannoni e due appartamenti su due piani, che ai nostri occhi sono già luoghi abitati, vissuti, attivi, pregni.
A fare da contorno 4 ettari di terreno, in parte uliveto, giovane, in parte quello che è e che sarà in maniera più ampia, un orto sociale, in parte, alle spalle dell’immobile, un frutteto che pian piano si sta già implementando grazie alla donazione di piccoli, ma per noi significativi, alberelli.

La fabbrica del Farò

Già presente, da gennaio, è la struttura che ospita uno dei nostri compagni, partner di progetti ovvero la cooperativa sociale Tenrock. Il suo chapiteau è stato accolto in questo luogo e la Fabbrica del Farò ne sostiene il progetto, le intenzioni, trovandolo pienamente in linea con le proprie prospettive, con la propria vision.